Roma, 12 ago. (askanews) – Secondo gli attivisti di Spin Time “l’unica risoluzione possibile è la vendita del palazzo” in via di Santa Croce in Gerusalemme 55 a Roma “per trasformarlo definitivamente in un modello d’abitare cooperativistico e mutualistico. Questa situazione può risolversi solo trovando un accordo che permetta alle famiglie di rientrare a casa loro”. Lo si legge in una nota inviata dal presidio degli sfollati del palazzo occupato nel 2013 – in seguito a un principio d’incendio nella notte tra il 29 e il 30 luglio – che va avanti da 12 giorni nel caldo torrido a Roma.

“Le persone che abitano Spin Time da 13 anni non ‘si sono trovate improvvisamente prive di una sistemazione abitativa’ – prosegue il comunicato – Sono state evacuate e non fatte rientrare per precisa volontà di Investire SGR. Nel suo comunicato, Investire SGR dice di impegnarsi perché siano ‘privilegiate, per quanto possibile, le strutture situate nel quartiere Esquilino così da tutelare in particolare le situazioni di maggiore fragilità e favorire la continuità scolastica ed educativa dei minori, preservando il radicamento territoriale dei nuclei interessati'”.

Per Spin Time, Investire SGR “si professa molto preoccupata del destino delle famiglie, al punto da richiamare la territorialità come elemento fondamentale per tutelare persone a cui per anni è stato negato il diritto alla casa”, ma è “la stessa proprietà che mette a repentaglio questa comunità da 13 anni”. Investire SGR, che ha offerto 500.000 euro per sostenere le spese necessarie per reperire soluzioni alloggiative temporaee, pensa che questi soldi “siano risolutivi per le fragilità”, denunciano gli attivisti.