A luglio il presidente statunitense Donald Trump è stato fatto scendere segretamente – e usando un carrello del cibo – dall’Air Force One che avrebbe dovuto portarlo dalla Turchia all’Inghilterra: i servizi d’intelligence avevano infatti ritenuto credibile la minaccia di un attacco iraniano contro di lui. La storia è stata raccontata per la prima volta martedì dal New York Times e dal Washington Post e da allora sta provocando un dibattito acceso negli Stati Uniti.
Il tema è: se era stata ritenuta credibile una minaccia contro l’aereo su cui viaggiava Trump, perché dallo stesso aereo non sono stati fatti scendere politici, funzionari e giornalisti che erano al seguito del presidente? (Sull’aereo c’era anche il segretario di Stato Marco Rubio: non si sa se sapesse della minaccia).
È comune che vengano prese misure straordinarie per proteggere il presidente, e succede che si chieda alla stampa di mantenerle segrete almeno per un certo periodo per non compromettere la loro efficacia. È invece assai inusuale che la Casa Bianca non informi di possibili rischi le persone direttamente coinvolte, in questo caso proprio i giornalisti, che hanno fatto tutto il viaggio convinti di essere sullo stesso aereo di Trump e senza sapere nulla sugli allarmi.













