L’amministrazione Trump ha chiesto a Kyiv di sospendere gli attacchi con droni contro le petroliere dirette a Novorossiysk per proteggere il corridoio energetico del Kazakistan. E l’Ucraina sembra aver accettato, puntando a strappare progressi riguardo al dossier Patriot
Kyiv riduce la portata delle su operazioni militari nel Mar nero, dopo che l’amministrazione Trump è intervenuta direttamente per chiedere all’Ucraina di sospendere gli attacchi con droni contro le petroliere che operano attraverso il porto russo di Novorossiysk, uno degli snodi energetici più importanti del bacino. La richiesta sarebbe stata avanzata dal vicepresidente statunitense JD Vance durante una telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky il 31 luglio, richiesta che sembra essere stata accolta da Kyiv, che da allora ha interrotto i raid contro le navi impegnate nel trasporto del greggio kazako attraverso il terminale del Caspian Pipeline Consortium. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Washington temeva che la campagna ucraina stesse provocando un’eccessiva instabilità sui mercati petroliferi internazionali, oltre a danneggiare interessi economici americani. Il terminale di Novorossiysk rappresenta infatti il principale sbocco del petrolio kazako verso i mercati internazionali e vede la partecipazione di importanti compagnie statunitensi come Chevron ed ExxonMobil.










