La visita di Volodymyr Zelensky martedì a Washington e i nuovi appelli lanciati giovedì dal leader ucraino, accompagnati dalla fotografia della famiglia Voronov, vittima di un missile russo, non sembrano essere ancora sufficienti a smuovere Donald Trump.
Il presidente Usa frena infatti sulla sua promessa fatta pubblicamente allo stesso Zelensky di concedere a Kiev la licenza per costruire i sistemi antimissile Patriot. "Non abbiamo un accordo, ne stiamo discutendo", ha sottolineato il tycoon. "Dobbiamo fare attenzione a cedere i segreti delle nostre armi", ha detto ancora Trump.
Un deciso cambio di tono rispetto all'annuncio fatto l'8 luglio ad Ankara, con a fianco Zelensky, durante un incontro tenuto a margine del vertice Nato. Una dichiarazione che già aveva lasciato perplessi diversi analisti della difesa, secondo i quali ci vorrebbero comunque anni prima che i primi missili Patriot potessero uscire dalle future fabbriche in Ucraina. "Il presidente Trump ha accettato di concederci le licenze", aveva detto Zelensky dopo l'incontro di questa settimana alla Casa Bianca.
Nella sua missione a Washington, il presidente ucraino ha anche incontrato un team della Lockheed Martin, una delle due compagnie americane che produce i Patriot. Ma alcuni osservatori hanno sollevato dubbi sulla possibilità di organizzare in tempi brevi una catena per le forniture dei componenti necessari.











