“Abbiamo discusso di licenze” per produrre Patriot e “diverse altre idee che potrebbero aiutare”. Con gli ordigni balistici e ipersonici russi che continuano a colpire città e infrastrutture, i missili intercettori restano sul tavolo tra Washington e Kiev, dove Volodymyr Zelensky non perde occasione per rimetterli. Ed è proprio attorno a quella che il leader ucraino considera una priorità assoluta che si è sviluppato l’incontro alla Casa Bianca con Donald Trump, un colloquio che ha confermato il miglioramento dei rapporti tra i due leader dopo lo scontro dello Studio Ovale del febbraio 2025. Una svolta che non può essere considerata definitiva: il presidente americano ha dimostrato più volte di poter cambiare rapidamente posizione sui principali dossier internazionali. Ma, almeno per ora, Kiev torna da Washington con segnali concreti.

Al termine del faccia a faccia, definito “positivo e produttivo” dalla Casa Bianca – e che ha visto sedere al tavolo anche il segretario di Stato Marco Rubio, il titolare del Tesoro Scott Bessent e il capo del Pentagono Pete Hegseth -, Zelensky ha spiegato che il tema centrale della discussione è stato proprio quello delle autorizzazioni per produrre gli intercettori in Ucraina. “Abbiamo discusso delle licenze e di diverse altre idee che potrebbero aiutare”, ha scritto il presidente su X, aggiungendo che i due leader hanno affrontato anche il rilancio del negoziato con Mosca.