Sembra esserci una strana congiuntura astrale che rende quest'estate diversa da tutte le altre, e non solo per le temperature. Le associazioni che si occupano di svezzare, accudire e far adottare i gatti non ricordano un giugno e un luglio così. Le adozioni sono crollate del 70 per cento almeno. Nessuno ha più disponibilità di stalli, nessuno ha più volontari che possano accogliere a casa i cuccioli, nessuno può più rispondere alle segnalazioni (e sono quotidiane, a decine) per farsi carico dei randagi, anche se nati da pochi giorni. Protezione Micio sospende le attività: «Finiti i soldi» «Ogni anno va un po' peggio del precedente. Ma questo è davvero il più difficile» allarga le braccia Laura Bettella, presidente delle Sfigatte, una delle organizzazioni più attive tra Torino e provincia. Protezione Micio, altra associazione di volontariato felino, ha dovuto addirittura interrompere tutte le attività in attesa di tempi più propizi. «Abbiamo sospeso le sterilizzazioni e i nuovi ingressi - è costretta ad ammettere il direttore tecnico Francesca Amitrano -, innanzitutto per una situazione economica mai così difficile. Inutile girarci intorno, abbiamo finito i soldi e ora confidiamo nell'aiuto di tutti per poter ripartire. Un'epidemia di parvovirus ha falcidiato una cucciolata, solo due piccoli si sono salvati ma ogni ricovero ci è costato 1.500 euro. Anche rivolgendosi a strutture convenzionate, una sterilizzazione costa tra gli 80 e i 120 euro. Non ne abbiamo mai avute quante quest'anno: da una media di trenta siamo arrivati a 50, quasi il doppio». L’effetto del cambiamento climatico La colpa è anche del cambiamento climatico. Con l'aumento delle temperature si allungherebbero anche i periodi di calore delle gatte. A febbraio spesso sono già in periodo fertile e lo possono essere ancora a ottobre. Risultato, un parto in più all'anno e sempre più micetti in cerca di casa e famiglia. «Il tema su cui insistiamo - conferma Tiziana Berno, responsabile del canile e del gattile che l'Enpa ha in via Germagnano e della colonia più numerosa della città, quella delle Vallette con oltre 400 ospiti - è la necessità di procedere con le sterilizzazioni. Nelle comunità feline seguite da noi o da altre associazioni si moltiplicano invece gli adulti domestici abbandonati che non hanno subìto alcun intervento, oltre a tantissimi piccoli». Il fenomeno dei cucciolatori Mancanza di cultura e mancanza di sensibilità, secondo Laura Bettella. «Anzi, ormai si è diffusa la convinzione che se la micia di casa rimane incinta la soluzione è a portata di click - rivela -, basta mettere un annuncio su qualche altro sito di annunci e regalare i nascituri che non si riescono a piazzare tra amici e parenti. Per chi si comporta così abbiamo inventato un termine, i «cucciolatori». Ma le conseguenze sono evidenti: per i circa 150 esemplari che a rotazione abbiamo in stallo presso i nostri volontari diminuiscono le possibilità di trovare una sistemazione adeguata e definitiva; quindi, si adotta senza garanzie e senza osservare alcun protocollo o percorso di controllo pre e post affido». «E noi che abbiamo anche l'infelice compito di recuperare gli animali deceduti per conto del Comune di Torino - conferma Tiziana Berno - sappiamo quanto sia importante che una casa sia messa in sicurezza per l'adozione, a iniziare dalle reti o da altre protezioni sui balconi. Cadendo nel vuoto dai piani alti ne muoiono tra i cento e i duecento ogni anno». A settembre molti gatti saranno già adulti Trattandosi di esseri viventi, è iniquo e frustrante ridurre il tutto a termini quasi economici. «Ma dobbiamo ammetterlo, dopo due mesi tanto difficili l'offerta di cuccioli supera di gran lunga la domanda - riconosce Francesca Amitrano -. Per questo diciamo no a nuove richieste. Le ospitalità temporanee presso i nostri volontari, che sono una quindicina, sono bloccate. Senza adozioni non si liberano posti. Intanto i gatti crescono: a settembre saranno già adulti, e anche se è brutto da dire è comprensibile a tutti che un micetto di due mesi è più «appetibile» di un gatto ormai prossimo alla sterilizzazione». Le Sfigatte: 130 stalli e un rifugio per 160 «inadottabili» Anche se con numeri più significativi - le Sfigatte contano decine e decine di sostenitori, con uno zoccolo duro di un'ottantina di tesserati che offrono circa 130 stalli, oltre a un rifugio a Gassino inaugurato tre anni e mezzo fa con 160 posti per i cosiddetti «inadottabili», ovvero esemplari con problemi comportamentali o di salute - Laura Bettella conferma gli stessi problemi. E aggiunge un altro elemento che permette di comprendere le dinamiche di un'estate così complicata. Vacanze più frequenti e brevi fanno rimandare le adozioni «Sono cambiati anche i tempi e i modi di fare le vacanze - ragiona -, non si concentrano tutte ad agosto come una volta, ma si spezzettano in una serie più o meno lunga di weekend, di gite mordi e fuggi. Già da giugno o anche prima. Anche pochi giorni lontani da casa sono sufficienti per rimandare un'adozione, per dire «ne riparliamo poi a settembre». Quando appunto i mici che stiamo seguendo adesso saranno grandi e noi dovremo trovare posto per altre cucciolate».