di

Federica Vivarelli

Il reperto è stato ritrovato nell’Archivio di Stato del Museo Lombroso di Torino: è la matrice originale della fotografia scattata dopo l’arresto e pubblicata sulla «Domenica del Corriere»

Il negativo era lì, dimenticato esattamente da un secolo. Un reperto custodito nell’Archivio di Stato del Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso di Torino, insieme agli oggetti raccolti dalla Polizia nel 1926 al momento dell’arresto. Si tratta della matrice originale della fotografia dello Smemorato di Collegno, l’immagine che avrebbe alimentato uno dei misteri più celebri del Novecento italiano.

A riportare quella scatola alla luce è stato Roberto Dosio, Commissario della Polizia Locale di Collegno e studioso appassionato della vicenda. La sua indagine parte da un punto preciso: il verbale dell’arresto del 10 marzo 1926, nel cimitero di Torino, dopo il furto di un vaso di fiori. «Dal verbale sono risalito agli archivi — racconta —. Qui abbiamo ritrovato l’abito indossato dallo Smemorato al momento dell’arresto. Insieme a qualche moneta, un bottone». Materiale minimo, quasi residuale. Ma accanto a quei resti, un oggetto inatteso: il negativo originale della fotografia scattata per identificarlo e pubblicata poi sulla Domenica del Corriere nella rubrica «Chi lo conosce».