A distanza di quasi due decenni, la procura di Terni torna a indagare sulla misteriosa scomparsa di Barbara Corvi, la 35enne originaria di Amelia sparita nel nulla il 27 ottobre 2009. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero, gli inquirenti hanno riattivato il fascicolo e disposto nuovi accertamenti. Tra questi, la convocazione del marito, Roberto Lo Giudice, la cui posizione – già archiviata in passato – è ora nuovamente al vaglio con l’ipotesi di omicidio e occultamento di cadavere. L’uomo ha sempre respinto ogni addebito, dichiarandosi estraneo ai fatti.

Il sospetto depistaggio

Al centro dei nuovi sviluppi ci sarebbero analisi genetiche su alcune tracce di Dna rinvenute su due cartoline spedite da Firenze pochi giorni dopo la scomparsa della donna. I messaggi, indirizzati ai figli, contenevano parole rassicuranti: “Sto bene, ho solo bisogno di stare un po’ da sola”. Tuttavia, gli investigatori sospettano che si possa trattare di un tentativo di depistaggio.

“Pronto a collaborare”

Interpellato sulla riapertura delle indagini, Lo Giudice ha ribadito la propria disponibilità a collaborare: “Sono pronto, come sempre, a sottopormi a qualsiasi verifica. Non ho nulla da nascondere. Voglio solo che emerga la verità su quanto accaduto a mia moglie”. Il caso, rimasto irrisolto per anni, torna così al centro dell’attenzione giudiziaria.