HomeCesenaCronacaAldo Casali, 70 anni di leggenda per l’ideatore del cestino da viaggioSettant’anni fa, l’11 agosto 1956, alle 3.30 del mattino, si spegneva il ristoratore cavalier Aldo Casali che, nel 1913, presso...Settant’anni fa, l’11 agosto 1956, alle 3.30 del mattino, si spegneva il ristoratore cavalier Aldo Casali che, nel 1913, presso...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSettant’anni fa, l’11 agosto 1956, alle 3.30 del mattino, si spegneva il ristoratore cavalier Aldo Casali che, nel 1913, presso la stazione di Cesena ideò il celebre "cestino caldo da viaggio", un esempio innovativo e fortunato di ristorazione, capace di coniugare tradizione gastronomica, efficienza e spirito imprenditoriale che cambiò radicalmente, per un certo periodo, il modo di mangiare per i viaggiatori della linea Bologna – Ancona. Un ricordo di questo personaggio verrà pubblicato nel prossimo numero della rivista rotariana Ariminum, partendo dall’attività iniziata intorno al 1860 dal padre Marsilio, quando forniva pasti agli operai impegnati nella costruzione della ferrovia e poi aprì un buffet in stazione.
Ma il figlio Aldo fece un passo in più: portò la cucina sui treni. I cestini di paglia - arrivati da Firenze o intrecciati dalle donne di casa - contenevano piatti caldi (in un tegame di coccio) della tradizione romagnola: un antipasto molto variato, lasagne al forno, pollo arrosto, vitello, frutta locale (in stagione la pregiata pesca ‘Bella di Cesena’), una bottiglietta di pregiato vino romagnolo e infine, estrema raffinatezza, piccoli omaggi come un fiore e un ventaglio per le signore, un sigaro per i signori e una cartolina già affrancata come ricordo del viaggio. Grazie all’ottima qualità dei pasti, al prezzo contenuto - due lire – e un drappello di quattordici camerieri volanti lungo i marciapiedi, sotto la pensilina della stazione ferroviaria di Cesena, si arrivò a distribuire fino a trecento cestini per ogni convoglio. Una novità così bene accolta dai viaggiatori che la direzione delle Ferrovie dello Stato dovette disporre affinché tutti i treni della linea Bologna-Ancona, compresi i rapidi, fermassero a Cesena.







