Una lunga esistenza vissuta tra incarichi delicati e trasferimentiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCi sono compleanni che si contano con le candeline. E poi ce ne sono altri che si misurano con le città attraversate, i pericoli affrontati, le persone amate. L’appuntato Roberto Mercadante – per 15 anni in sevizio a Rimini – ieri ha festeggiato cent’anni. Davanti alla torta era "un po’ preoccupato e un po’ emozionato", raccontano le figlie. Nato nel 1926 in una famiglia originaria del Salernitano, Mercadante aveva ventun anni quando, nel 1947, decise di arruolarsi nell’Arma. Prima aveva lavorato presso un artigiano e in una ditta di liquori, ma nella testa portava da tempo i racconti di uno zio carabiniere. "Mi piaceva la divisa", ricorda.
Lasciò così la sua terra per raggiungere Chiavari, in Liguria, dove svolse il corso di addestramento. Poi il primo incarico, nella Sicilia dell’immediato dopoguerra. Palermo, Trapani, le campagne percorse negli anni in cui operava la banda Giuliano. Le condizioni erano dure: alcune caserme non avevano acqua corrente e per rifornirsi bisognava utilizzare i pozzi. "Gli anni in Sicilia sono stati molto belli, tra noi c’era un legame forte. Ma il servizio era pericoloso". Dalla Sicilia arrivò il trasferimento nel Lazio, alla stazione di Sutri. Fu lì che la storia dell’uniforme incontrò quella del cuore. Roberto conobbe Luigina Conti, originaria del Viterbese. Si fidanzarono e nel 1961 si sposarono. Nel 1962 nacque Giulia, poi arrivò Alessandra, oggi 63enne. La carriera di Roberto continuò a spostarlo lungo l’Italia. A San Candido, in Alto Adige, prestò servizio negli anni segnati dagli attentati separatisti e dalle bombe contro i tralicci.









