La posizione è decisamente rivoluzionaria: oggi non vince chi sa di più, bensì chi fa più connessioni in tempi rapidi. Quindi ben venga anche lo scrolling al cellulare. Arturo Artom – ingegnere che già sovvertì il monopolio Sip lanciando Telsystem – a Villa Bertelli ha illustrato il senso del suo saggio "La nuova intelligenza – Connetti le idee. Esplora. Divertiti" così sfidando le perplessità sull’incedere dell’AI. Assieme a lui sul palco Antonella Negri Clementi presidente e ceo di Global Strategy, Domenico Savini esperto di araldica e genealogia, l’artista Marco Nereo Rotelli e Massimo Gelati presidente del Gruppo Gelati che sono intervenuti davanti ad una nutrita platea col sindaco Bruno Murzi in prima fila. "Quando mi laureai – ha esordito Artom, re indiscusso dei cenacoli culturali organizzati tra Milano e Forte dei Marmi – automaticamente ricevetti 37 telegrammi con offerte di lavoro. Oggi finisci l’Università e non succede niente. Noi boomer siamo stati educati con una scala semplice di valori, tutta in verticale: studi, fai carriera e diventi qualcuno. Il sistema è ancora progettato per formare persone con queste regole, ma il mondo è cambiato e c’è una nuova intelligenza: vincono le menti ’orizzontali’ che legano idee e competenze puntando sulle connessioni rapide". In questa visione networking-centrica anche lo scrolling, visto come infernale pratica da parte degli psicologi, diventa allenamento mentale per stare aggiornati in tempo reale. "Io stesso dedico 30 minuti al giorno allo scrolling consapevole – ha evidenziato – perchè navigare aiuta a scoprire nuove competenze. I ’bravini’ di un tempo non vanno da nessuna parte. In questo momento storico serve il reverse mentoring, cioè un capovolgimento dei ruoli dove le generazioni di giovani digitali nelle aziende possono guidare i manager over, avvicinandoli ai nuovi linguaggi. Realtà come Estée Lauder hanno già avviato questa esperienza".