| 26 Giugno 2026 13:02 |
5 minuti per la lettura
(Adnkronos) – “Trovandoci alla World Tech Conference, direi che l’Italia deve puntare sui settori emergenti e di frontiera. Non possiamo sottrarci alla corsa globale sull’intelligenza artificiale. Stiamo vivendo una fase di progresso tecnologico paragonabile all’avvento dell’elettricità o di internet. L’Italia deve inserirsi nel contesto internazionale dei Paesi che producono intelligenza artificiale. Dobbiamo smettere di essere meri utilizzatori di tecnologie e provare a svilupparle. La buona notizia è che esistono già startup e imprese italiane che producono soluzioni, modelli e algoritmi di Ia”. Sono le parole del consigliere d’ambasciata, capo dell’Ufficio IV per l’Innovazione Tecnologica e le Start-up, ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), Sergio Strozzi, partecipando oggi a Milano alla seconda giornata del Wtc 2026.
Strozzi approfondisce poi la necessità di “implementare misure a sostegno di quella che dobbiamo iniziare a definire ‘industria dell’intelligenza artificiale’, al pari dell’industria delle telecomunicazioni o di altri comparti – sottolinea – Dobbiamo sostenere gli imprenditori che scelgono di non importare semplicemente l’intelligenza artificiale sviluppata all’estero da società terze, ma che decidono di impostare modelli propri. Questo è rilevante non solo per il tema attuale della sovranità tecnologica – osserva – ma soprattutto perché dobbiamo poter contare, in futuro, nei settori che traineranno l’economia globale, tra cui figura necessariamente l’Ia. Più investiamo oggi nelle startup e nelle imprese che producono intelligenza artificiale sul nostro territorio, più saremo rilevanti in futuro”.








