Questo è un articolo del numero de Linkiesta Etc dedicato al tema della tecnologia delle emozioni, in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.

«La Cina negli ultimi trent’anni ha sorpreso tutti per la sua capacità di raggiungere traguardi nell’ambito della formazione del capitale umano e della capacità di organizzazione industriale su scala globale», spiega Alessandro Aresu. «Il titolo del libro, però, è una citazione di un saggio di Mike Froman, presidente del think tank americano Council on Foreign Relations, ed ex rappresentante commerciale degli Stati Uniti. L’ho ripreso perché ho voluto mostrare quanto sia oscillante la posizione degli Stati Uniti sulla Cina, passando da chi ritiene sia destinata a crollare per le sue vulnerabilità economiche o politiche e chi ritiene che il modello cinese sia più forte degli Stati Uniti dal punto di vista industriale». Proprio perché è una citazione, il titolo invita a confrontarsi con queste visioni estreme per spingere a interrogarsi meglio sulla questione. La Cina ha senz’altro vinto la sfida per i due aspetti citati, infatti. Tuttavia, per fare un esempio, non ha risolto la crisi del suo mercato immobiliare. O, più significativamente, vede i ricercatori formati nelle ormai ottime università cinesi recarsi negli Stati Uniti per costituire la base di funzionamento delle aziende tecnologiche americane. «Riuscire a mantenere il suo incomparabile bacino di talenti all’interno dei propri confini è oggi un obiettivo essenziale», spiega Aresu.