HomeMagazineIncollu formato Kids. Un’estate in cerca dell’aldilà: "La mia Sardegna ignota"La giovane protagonista, orfana di madre, ha un dono speciale: comunicare con i morti. Il regista a Locarno con il suo primo lungometraggio: "È un film anche per adulti".La giovane protagonista, orfana di madre, ha un dono speciale: comunicare con i morti. Il regista a Locarno con il suo primo lungometraggio: "È un film anche per adulti".Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciSi chiama L’estate che finì due volte. È il film, opera prima, che è stato presentato al Locarno Film Festival, in concorso nella sezione Kids, dedicata agli spettatori più giovani. Il regista, Matteo Incollu, prima esperienza alla regia di un lungometraggio, ha illustrato il film alla stampa.
Tra i paesaggi selvaggi della Sardegna, noi spettatori vediamo attraverso gli occhi e la curiosità di Alessandra, una bambina che ha la capacità di vedere i fantasmi. Il film, tra onirico e reale, è un racconto sulla perdita e sul desiderio ostinato di trattenere chi non c’è più. La pellicola, realizzata con il contributo della Regione Sardegna e del Ministero della cultura, oltre alla Sardegna Film Commission e al Comune di Cagliari, ha il tocco leggero dei suoi protagonisti bambini, ma anche lo spessore e la profondità dei pensieri più nascosti. Protagonista è proprio una bambina – la piccola Ginevra Mascia – che per una sfida di coraggio con i bulli del paese varca la soglia di una "casa maledetta", che tutti temono. Da quel momento, scopre di avere un dono inquietante: riesce a vedere i morti. Ha undici anni. Dopo la morte della madre, è andata a vivere con il padre musicista jazz in una vecchia casa padronale ai margini del mondo dei vivi. Da quando il suo sguardo è cambiato, la bambina percepisce presenze sempre più nitide: uomini spettrali che affiorano dall’acqua del lago, bambini senza nome fermi sotto il sole. Eppure, l’unico fantasma che non le si manifesta è quello di sua madre. Sconvolta da questo "dono", Alessandra cerca aiuto nel suo amico Matteo – Noé Frei Cruzinha. Ma anche lui non riesce a comprenderla. La tentazione è, allora, quella di lasciarsi scivolare troppo a fondo nell’altra realtà, fino al confine che nessuno osa attraversare.











