di
Aldo Grasso
La tv aveva già inventato l’intellettuale-personaggio; il teatro gli offre qualcosa di più: la platea pagante, il buio in sala, il silenzio prima della battuta, gli applausi
C’è stato un tempo in cui gli intellettuali scrivevano libri, i giornalisti articoli, gli psicoanalisti ascoltavano pazienti. Adesso, se possibile, fanno anche tournée. Il sapere ha scoperto il palcoscenico e, insieme con il palcoscenico, ha scoperto una cosa piuttosto piacevole: l’applauso.
Sei felice?, lo spettacolo di Paolo Crepet, è un caso esemplare (La7). Un’ora e quaranta di invettive sull’educazione, sui genitori troppo protettivi, sui figli schermati dalle difficoltà, sulla solitudine digitale, sull’appiattimento delle emozioni.







