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Da qualche anno le programmazioni di vari teatri italiani si sono riempite di spettacoli di content creator: c’è chi porta in scena monologhi, chi fa spettacoli di cabaret, chi parla sul palco degli stessi argomenti di cui parla nei propri video online. Per i teatri è evidentemente un modo per attrarre spettatori giovani e che difficilmente avrebbero intercettato altrimenti.
Ma per i creator con grande seguito il vantaggio è meno immediato: non è infatti il modo più remunerativo per sfruttare la propria visibilità, e in generale preparare e portare in scena uno spettacolo può essere piuttosto impegnativo, sicuramente più che girare un breve video sponsorizzato.
Per esempio Camilla Boniardi, creator da 1,3 milioni di follower conosciuta su Instagram come Camihawke, ha raccontato in un’intervista che i ricavi che fa col suo spettacolo teatrale (iniziato nel 2023) non sono particolarmente cospicui e che la sua entrata maggiore deriva comunque dai contenuti sponsorizzati che fa su Instagram. La scelta del teatro non è legata quindi a motivi economici, ma all’esigenza di trovare un contenitore che possa ospitare contenuti lunghi e che le permetta di fare “community management”, ovvero rafforzare il rapporto con i suoi seguaci. «Il tour per me è come una grande pizzata di classe», ha detto.







