In tutti questi anni, dal passaggio dei Riva all’amministrazione straordinaria, da ArcelorMittal fino ad Acciaierie d’Italia, mentre tutti la chiamavano “ex Ilva”, su queste pagine abbiamo sempre continuato a chiamarla “Ilva”. Il nome che continuava a essere usato su tutti i documenti ufficiali, al di là della narrazione giornalistica. Oggi invece, per la prima volta, possiamo iniziare a chiamarla ex Ilva. Perché con la chiusura dell’area a caldo lo stabilimento che per 50 anni ha contribuito a fare dell’Italia una grande potenza industriale non esiste più. Ci è voluta la magistratura per svelare un bluff di anni. Sembra assurdo dirlo, ancor di più lo è per gli acciaieri italiani, che giustamente da sempre ci spiegano la strategicità dell’acciaio integrale da altoforno. E proprio loro oggi, dopo che la corte d’Appello di Milano ha spento per sempre l’ultimo altoforno rimasto acceso a Taranto, hanno organizzato una cordata ambiziosa per rilevare i laminatoi dell’area a freddo. Di fatto, l’ultima cosa che si può fare, una volta che l’acciaieria, quella vera, è stata fatta morire.Continuare a dire, come ormai fanno solo i sindacati e il Pd, che l’area a caldo (decarbonizzata) è strategica per il paese significa ignorare la realtà. A Taranto il ciclo integrale non esiste più da dicembre 2025, quando i commissari del ministro Urso decisero di avviare il cosiddetto “piano corto” con lo spegnimento di batterie e cokerie. L’economia italiana, a detta del ministro Urso, va a gonfie vele. Ma nessuno realizzerà nuovi impianti a Taranto. Ci sarebbe da chiedersi come sia possibile essere passati dalla promessa “del più grande siderurgico green d’Europa” a un centro servizi senza colpo ferire. In Italia è più facile gridare al fascismo che al lavoro. Soprattutto quando è certo che un reddito di cassa integrazione verrà garantito a tutti. Gli imprenditori italiani fanno il loro mestiere, intervenendo dopo aver tolto di mezzo tutti i rischi penali, economici, ambientali, industriali, politici. Non ci sono capitani coraggiosi, ma politici codardi.
La cordata funebre: cosa resta dell’ex (ora sì) Ilva
Con la chiusura dell'area a caldo, la promessa del “più grande siderurgico green d’Europa” è definitivamente sfumata. In Italia non ci sono capitani coraggiosi, ma politici codardi












