ROMA – Con il conflitto che non accenna a finire e una carenza di fondi per il sostegno umanitario ormai strutturale, i bisogni della popolazione sudanese, soprattutto degli sfollati, sono sempre più difficili da gestire. A chiarire la situazione dei civili intrappolati in una guerra dimenticata dall'opinione pubblica internazionale è l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA).
Cosa sta succedendo.Le Forze di Supporto Rapido (RSF) hanno accerchiato El Obeid, la capitale del Kordofan settentrionale, minacciando un assalto su vasta scala, mentre i civili scappano in cerca di sicurezza e protezione. Solo nell'ultima settimana, i combattimenti nel Darfur occidentale hanno causato lo sfollamento di circa 18 mila persone da oltre venti villaggi. La maggior parte dei profughi ha attraversato il confine con il Ciad, che in questo momento è sottoposto a una fortissima pressione migratoria. La mancanza di finanziamenti ha costretto tre strutture sanitarie nel Darfur centrale a chiudere, impedendo a circa 75 mila sfollati di ricevere le cure essenziali. Il Sudan, scrive l'OCHA, avrebbe bisogno di almeno 3 miliardi di dollari per fare fronte a tutte le esigenze delle vittime di guerra, ma al momento questa cifra è stata finanziata solo al 40 per cento, ovvero per 1,2 miliardi di dollari. A preoccupare è soprattutto la situazione a El Obeid, da dove la popolazione sta fuggendo verso le aree circostanti e dove le milizie RSF hanno di fatto circondato la città e minacciano un'offensiva.






