Con il protrarsi della guerra in Sudan, 35 milioni di sudanesi necessitano di assistenza umanitaria, in quella che il Paese sta affrontando come la più grande crisi umanitaria al mondo, secondo un recente rapporto dell’emittente francese France 24.Dirk Segar, inviato speciale per il Sudan presso la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), ha dichiarato che quella sudanese è una delle crisi determinanti del XXI secolo, ma anche una delle meno visibili. Secondo Segar, il conflitto non dovrebbe essere analizzato esclusivamente attraverso i continui cambiamenti del fronte o gli sviluppi militari, ma piuttosto come un collasso più ampio che sta distruggendo la società, l’economia e le istituzioni del Paese.In mezzo a questi sviluppi allarmanti e ai continui appelli internazionali per porre fine alla guerra, l’esercito con base a Port Sudan ha potenziato le capacità delle proprie truppe concludendo un nuovo accordo sugli armamenti con il Pakistan. Secondo diversi rapporti, sarebbe stata l’Arabia Saudita a finanziare l’operazione.
Armamenti avanzati
Secondo quanto riportato dal quotidiano Sudan Tribune, le forze di Port Sudan hanno importato dal Pakistan droni da ricognizione e da attacco di vari modelli, tra cui spiccano i droni “Shahpar”.Questi velivoli rappresentano uno dei principali sistemi tattici sviluppati dalla società pakistana Global Industrial & Defence Solutions (GIDS) in collaborazione con la Commissione per la Ricerca Scientifica e Tecnologica. I droni “Shahpar” offrono capacità di ricognizione di precisione, monitoraggio dei movimenti delle forze nemiche e la possibilità di effettuare attacchi mirati contro veicoli in rapido movimento.Oltre ai sistemi a pilotaggio remoto, il nuovo arsenale comprende pezzi di ricambio per gli aerei da addestramento e da attacco leggero K-8, prodotti congiuntamente da Pakistan e Cina. L’esercito sudanese possiede già una flotta di questi velivoli e la fornitura garantirà una maggiore prontezza operativa dell’aeronautica e la continuità delle missioni di supporto.L’esercito ha inoltre ricevuto ulteriori carichi di armi, confermando un cambiamento qualitativo nella strategia militare per far fronte alle esigenze della guerra in corso contro le Forze di Supporto Rapido (RSF). Fonti militari hanno riferito che l’ultima spedizione include numerosi veicoli blindati pakistani “Muhafiz”, prodotti dalla Pakistan Ordnance Factories, noti per la loro leggerezza e velocità di movimento.Due ufficiali hanno confermato al Sudan Tribune che l’esercito ha ricevuto gradualmente 100 veicoli blindati. Questi mezzi consentiranno alle forze terrestri di spostarsi su blindati progettati per missioni gravose e adatti al terreno difficile del Kordofan e del Darfur. I veicoli offrono una protezione balistica di livello B6/B7, progettata per resistere al fuoco di armi leggere e medie e alle schegge, proteggendo la fanteria e i convogli di rifornimento.La piattaforma Pakistan First ha inoltre sottolineato che l’ingresso dei blindati “Muhafiz-V” in Sudan è avvenuto con il supporto dell’Arabia Saudita, riflettendo una crescente cooperazione nel campo della difesa tra Islamabad, Riad e Khartoum.







