PORDENONE - Gli habitué del locale "Mezza libbra" di Pordenone arrivati al solito appuntamento con la buona cucina hanno trovato una sorpresa amarissima, il locale ha chiuso le serrande. «Devo dire che a Pordenone abbiamo dovuto chiudere poiché l'attività non raggiungeva dei volumi d'affare soddisfacenti - riferisce l'avvocato Nicola Taglialatela - ma chi vuole può venirci a trovare a Udine, qui abbiamo molta più soddisfazione. Parlo dal punto di vista imprenditoriale, con 15 attività tra Italia ed estero devo guardare alle entrate, così ho preferito cessare l'attività». Una decisione ponderata che, pur lasciando un vuoto nel cuore della movida cittadina, riflette le logiche di mercato del settore della ristorazione contemporanea, dove la sostenibilità finanziaria e la marginalità economica rappresentano il parametro imprescindibile per la sopravvivenza di qualsiasi brand strutturato su scala nazionale.

L'anticipazione L'assessore al Commercio e attività produttive Emilio Badanai Scalzotto si dice dispiaciuto a vedere una serranda abbassata e ringrazia a nome dell'amministrazione per l'impegno e per la novità che ha portato nel mondo della ristorazione pordenonese "Mezza libbra". Nonostante il dispiacere istituzionale per la perdita di un'insegna che aveva saputo ritagliarsi uno spazio originale, l'amministrazione guarda avanti, sottolineando come il tessuto economico locale conservi intatta la propria capacità di attrazione e di rapida rigenerazione commerciale. Quando si chiude una porta spesso se ne apre un'altra per la città di Pordenone e ciò avviene sempre all'interno dei muri di proprietà della storica famiglia Cevolin di Pordenone in corso Vittorio Emanuele al civico 58/d. Secondo i beninformati il locale verrà affittato ad un imprenditore che ha già esperienza nel settore e che opera all'interno del territorio provinciale. Aprirà, dunque, un nuovo locale a settembre, una vera e propria sorpresa, di cui non sono ancora stati svelati i dettagli. La rapidità con cui si prospetta una nuova locazione testimonia la vivacità immobiliare del centro storico, confermando che gli spazi commerciali di pregio non rimangono a lungo sguarniti per garantire continuità e affidabilità gestionale.L'analisi «Il settore della ristorazione sta andando bene dichiara l'assessore Badanai Scalzotto i pubblici esercizi, come bar e ristorazione sono all'attivo, così come i negozi di vicinato». L'assessore, dunque, crede che la città possa davvero decollare da tutti i punti di vista in concomitanza con le attese di una capitale della Cultura. «Pordenone si conferma una città rosea dal punto di vista commerciale - ha affermato Badanai - ho partecipato ad una quartina di inaugurazioni, tra gli altri anche negozi di parrucchiere, estetiste, di abbigliamento. A tutto questo, dunque, si aggiunge una novità nella ristorazione, una ventata di freschezza in un momento generalmente considerato difficile a causa del commercio online che ha messo in crisi pure i centri commerciali. Mi posso, dunque, dire soddisfatto per l'andamento dell'anno». L'altro locale E intanto in vista dell'anno nuovo, ma anche già dell'autunno, sta preparando una "sorpresa" un altro locale, proprio vicino al "Mezza libbra": Piazzetta San Marco 13. Domenica è stata l'ultima giornata di apertura prima del restyling. «Torneremo in tempo per Pordenonelegge - fanno sapere dal locale -. Intanto approfittiamo delle ferie per rifarci il look». Oltre agli arredi, potrebbero cambiare anche il nome e il menu. La società e il personale dovrebbero rimanere invece gli stessi. E se il 2026 sta facendo ben sperare, il 2027 è quello del decollo tra Pordenone capitale della Cultura e i primi passi verso la città universitaria proprio in linea d'aria ad un soffio dal salotto buono. Un quadro economico in controtendenza rispetto alle difficoltà nazionali, che trova ulteriore linfa nella programmazione strategica dell'ente locale.