I due sospettati, individuati dalle telecamere di videosorveglianza a Belvedere Marittimo, sono accusati di omicidio aggravato da futili motivi. Disposta la chiusura per 15 giorni della discoteca dove è iniziata la lite
Ci sono due fermati per la morte di Antonio Perrotta, il bodyguard di 34 anni di Fuscaldo deceduto dopo un violento pestaggio avvenuto all’esterno di una discoteca a Sangineto, in provincia di Cosenza. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Paola al termine delle indagini condotte in sinergia dalla Squadra Mobile di Cosenza, dal Commissariato di Diamante e dai Carabinieri delle compagnie di Paola e Scalea. I due uomini sottoposti a fermo sono fratelli, originari della zona ma residenti all’estero, soliti rientrare periodicamente nel paese natio. Sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine a Belvedere Marittimo grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte tra i presenti. La posizione dei due è ora al vaglio del procuratore della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalisi, nell’ambito di un fascicolo aperto per omicidio aggravato dai futili motivi.
La ricostruzione dell’aggressione
Secondo le prime ricostruzioni, la tragedia ha preso il via nella notte tra l’8 e il 9 agosto 2026. All’interno del locale sarebbe scoppiata una prima discussione per futili motivi tra la vittima e i due uomini. Lo scontro si è poi spostato all’esterno della discoteca, degenerando in un brutale pestaggio. Perrotta, che lavorava come addetto alla sicurezza ed era diventato padre da pochi mesi, era riuscito inizialmente a rientrare a casa dopo l’aggressione, ma le sue condizioni sono successivamente precipitate fino al decesso avvenuto all’ospedale di Cosenza.










