Svolta lampo nelle indagini sulla morte di Antonio Perrotta, il giovane deceduto a seguito di un violento pestaggio avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 agosto a Sangineto, nota località della costa tirrenica cosentina. In giornata, al termine di serrati e complessi accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica di Paola, le forze dell’ordine hanno eseguito un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto nei confronti di due persone ritenute gravemente indiziate del presunto coinvolgimento nell’omicidio. L’operazione rappresenta il risultato di una sinergica azione investigativa condotta sul campo dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza, dal Commissariato di Polizia di Stato di Diamante e dalle Compagnie Carabinieri di Paola e Scalea.

La rissa e la chiusura del “Castello” disposta dal Questore

La ricostruzione degli inquirenti ha consentito di fare luce sui concitati momenti che hanno preceduto il dramma. Stando a quanto emerso dagli atti redatti dal personale di Polizia e Carabinieri, nel corso di una serata danzante tenutasi nella discoteca di Sangineto si sono verificati violenti scontri tra alcuni avventori e il personale addetto alla sicurezza, scoppiati all’interno della struttura o nelle sue immediate adiacenze all’uscita. Da tali disordini è successivamente derivata la morte del giovane. Alla luce delle risultanze acquisite, il Questore della Provincia di Cosenza, Antonio Borelli, ha decretato la sospensione dell’attività lavorativa dell’esercizio pubblico per la durata di 15 giorni. Il provvedimento amministrativo risponde all’esigenza di impedire il protrarsi di condizioni di pericolosità sociale e tutelare l’incolumità dei cittadini, a prescindere dalle eventuali responsabilità penali dell’esercente. L’intera area rimane sotto il costante monitoraggio delle pattuglie impiegate nel controllo del territorio per garantire l’osservanza della misura.