Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDice la scrittrice spagnola Clara Sanchez dalle colonne del Corriere della Sera, lo scorso 6 giugno, che quella di Ceuta non è una immigrazione «normale», aggiungendo che «c’è una corrente sotterranea geopolitica che sfrutta la necessità delle persone di migrare». Israele, nell’assedio di Gaza, centellinò l’arrivo degli aiuti umanitari nella Striscia e tappò l’unica via di esodo, impedendo di fatto alle associazioni umanitarie di fornire aiuto adeguato.

Siamo di fronte a evidenti casi di sfruttamento della disperazione che trasforma esseri umani in “carne da macello”. Corpi messi davanti al nemico per essere sacrificati nell’attacco frontale. Era la tecnica di guerra degli eserciti antichi. Vinceva chi aveva più corpi da spingere verso le lance e le spade nemiche. Le armi sono diventate più sofisticate e i confini del mondo sono porosi e attraverso gli alveoli di questo pane, che scarseggia, si insinuano i nuovi flussi migratori spinti da Stati che, attraverso lo sfruttamento della migrazione, impongono condizioni, ricatti e fanno pressione. Stati spesso poveri, ma abili nello sfruttamento della miseria umana.