Dopo il violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia ieri, sono almeno 224 i morti, oltre 900 i feriti e 2.700 i dispersi. Crollati 86 edifici, mentre sono sei gli aeroporti la cui operatività è stata sospesa. Il settimo, l’aeroporto internazionale Alfonso Bonilla Aragón che serve la città di Cali, ha ripreso le normali operazioni a seguito del “ripristino completo dell’energia elettrica”. Il Servizio Geologico colombiano ha registrato 47 scosse di assestamento di magnitudo massima di 4.8 e avverte che è probabile che ce ne saranno altre: “Possono durare giorni, settimane o persino mesi, poiché l’energia continua a essere rilasciata fino a quando le aree circostanti la zona di rottura del terremoto principale non raggiungono nuovamente l’equilibrio”, si legge in un post pubblicato su X. Allerta rossa in cinque capitali dipartimentali: Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia. Sospese due partite internazionali di Copa Libertadores e Copa Sudamericana l’11 e il 12 agosto.

Coprifuoco a Pereira e Cali

A Pereira i morti accertati sono 60, mentre sedici persone sono state salvate da un impianto della funivia – mezzo di trasporto pubblico molto diffuso in Colombia, adesso sospeso fino a nuova comunicazione – in cui si trovavano al momento della scossa e da cui sono stati evacuati dopo circa sei ore. Nella città le scuole resteranno chiuse “fino a nuovo avviso” ed è stato dichiarato il coprifuoco.