Dopo il violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia ieri, sono almeno 132 i morti e oltre 570 i feriti. Crollati 86 edifici, mentre sono sette gli aeroporti la cui operatività è stata sospesa. Allerta rossa in cinque capitali dipartimentali: Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia. Sospese due partite internazionali di Copa Libertadores e Copa Sudamericana l’11 e il 12 agosto.

Pereira è la città con il numero più alto di morti registrati, 60 fino ad ora. Sedici persone sono state salvate da un impianto della funivia – mezzo di trasporto pubblico molto diffuso in Colombia – in cui si trovavano al momento della scossa e da cui sono stati evacuati dopo circa sei ore. “Il servizio di funivia a Pereira rimarrà sospeso fino a nuova comunicazione, in attesa che vengano effettuate le verifiche di sicurezza”, ha dichiarato l’ufficio del sindaco. Nella città le scuole resteranno chiuse “fino a nuovo avviso” ed è stato dichiarato il coprifuoco.

Anche a Cali il sindaco Alejandro Eder ha introdotto il coprifuoco dalle 20:00 di lunedì alle 6:00 di martedì e militarizzato la città per gestire l’emergenza e garantire la sicurezza. Polizia ed esercito pattuglieranno i settori più danneggiati dal sisma, mentre per gli ospedali è stata dichiarata l’allerta rossa ed è stato proclamato lo stato di calamità pubblica. Il presidente della Colombia Abelardo de la Espriella ha incontrato il sindaco di Cali Alejandro Eder, e la governatrice della Valle del Cauca, Dilian Francisca Toro: dal Posto di Comando Unificato della città di Cali ha diffuso il bollettino locale di 5mila abitazioni danneggiate, 35 vittime, circa 700 feriti, tre ospedali crollati, 18 danneggiati e 39 scuole colpite. “La nostra preoccupazione maggiore riguarda senza dubbio le 188 persone disperse; è proprio su questo aspetto che concentreremo gli sforzi dello Stato”, ha detto De La Espriella.