Dopo il violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia lunedì, sono almeno 224 i morti, oltre 900 i feriti e 3.600 i dispersi. Crollati 86 edifici, mentre sono sei gli aeroporti la cui operatività è stata sospesa. Il Servizio geologico colombiano ha registrato 47 scosse di assestamento di magnitudo massima di 4.8 e avverte che è probabile che ce ne saranno altre: “Possono durare giorni, settimane o persino mesi, poiché l’energia continua a essere rilasciata fino a quando le aree circostanti la zona di rottura del terremoto principale non raggiungono nuovamente l’equilibrio”, si legge in un post pubblicato su X. Allerta rossa in cinque capitali dipartimentali: Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia. Il presidente Abelardo de la Espriella ha affermato di aver mobilitato “l’intero apparato militare e di polizia” per supportare la macchina dei soccorsi.

Sette persone sono state tratte in salvo dall’ospedale universitario del Valle (Huv), nella città di Cali, dopo essere rimaste intrappolate a seguito del crollo parziale della struttura. Nell’operazione di soccorso è stato evitato l’uso di attrezzature pesanti per prevenire ulteriori cedimenti e si è concentrata sulle aree dove risultava il maggior numero di vittime potenziali. L’estrazione si è concentrata sul terzo e quarto piano della struttura e su una camera blindata al quinto piano. L’ospedale universitario nel frattempo ha evacuato oltre 600 pazienti dopo il crollo dei reparti di pediatria e neonatologia, secondo quanto dichiarato dal direttore sanitario, Irne Torres Castro. Il dirigente ha confermato che ci sono pazienti morti all’interno dell’edificio, pur precisando che non esiste ancora un conto ufficiale e chiedendo alla popolazione di evitare speculazioni mentre proseguono le operazioni di soccorso. L’ospedale intanto ha dichiarato l’allerta rosso per l’incapacità di ricevere nuovi pazienti e gestire eventuali altre emergenze esterne.