Disallineamento
C’è un paradosso notevole nel modo in cui le società moderne affrontano i sistemi complessi. Da un lato abbiamo impalcature formidabili disegnate per funzionare come ingranaggi perfetti e del tutto imparziali, dall’altro basta accendere la televisione o navigare un social network perché quell’impianto millenario sembri sgretolarsi. Un vero e proprio collasso cognitivo che fa percepire le regole generali come una stortura.
Il caso del gioielliere Roggero è un caso emblematico per comprendere come i media trasformano i sistemi complessi in storie emotive. Il caso ha catturato l’attenzione della pubblica opinione per diversi giorni, provocando una polarizzazione massima. Per tale motivo ci appare perfetto per analizzarlo in base alla teoria dei media (Orchestrated media theory framework) che abbiamo sintetizzato nei due seguenti articoli: Dalla TV all’AI: come i media cognitivi plasmano le menti; Neil Postman, le storie del mondo e la difficoltà di capire il presente.
Il caso è stato raccontato dai media come se fosse un normale caso giudiziario, evidenziando il disallineamento di piano tra l’“informazione esplicativa” e l’“informazione sociale” (vedi Neil Postman, le storie del mondo e la difficoltà di capire il presente). Il giornalismo, infatti, ha risposto alla domanda: “i magistrati hanno seguito le regole?” evidenziando le norme e l’iter processuale. Questa è “informazione esplicativa”, cioè un modello del sistema giuridico.







