Gli uffici di Shein a Singapore (ph Imagoeconomica)

Shein accelera verso la borsa di Hong Kong, ma lungo la strada verso il debutto potrebbe subire ulteriori tagli della valutazione. Il colosso cinese dell’ultra fast fashion, secondo quanto riferito da Reuters, punta a lanciare l’ipo già mercoledì 19 agosto, mentre la società e i suoi advisor stanno raccogliendo indicazioni dal mercato sul valore dell’operazione. Secondo il Financial times, il gruppo puntava a una valutazione compresa tra 30 e 40 miliardi di dollari (pari a circa 26-34,6 miliardi di euro al cambio di oggi), ma le ultime indicazioni lasciano aperta la possibilità di un collocamento sotto la soglia minima della forchetta. Shein non ha rilasciato nessun commento in merito alle indiscrezioni. Il possibile ribasso rappresenterebbe un ulteriore ridimensionamento delle ambizioni iniziali della società. Nelle scorse settimane il range indicato per l’ipo era stato progressivamente rivisto verso il basso, passando da 40-50 miliardi (circa 34,6-43,3 miliardi di euro) a quella attuale. Inoltre, nonostante la data del debutto sia al momento indicativa, Shein ha già avviato il marketing dell’offerta tra i potenziali sottoscrittori e l’operazione potrebbe consentire una raccolta di 2-3 miliardi di dollari, anche se dimensioni e prezzo saranno definiti sulla base della domanda definita durante il processo di collocamento. La soglia minima della forchetta, pari a 30 miliardi di dollari (circa 26 miliardi di euro), è il punto più delicato dell’operazione. Un prezzo inferiore a questa cifra potrebbe infatti richiedere il via libera degli azionisti già presenti nel capitale, aggiungendo un ulteriore livello di complessità. Per Shein si tratta quindi di trovare un equilibrio tra le proprie aspettative di valorizzazione e quanto il mercato è effettivamente disposto a riconoscere alla società. Nodo centrale della questione sono gli azionisti entrati nelle precedenti fasi di finanziamento, che beneficerebbero di meccanismi di protezione in caso di una valutazione inferiore alle attese. Alcuni investitori delle tranche 2022 e 2023 avrebbero infatti diritto a rendimenti prefissati, con un costo complessivo stimato in circa 1,1 miliardi di dollari (circa 953 milioni di euro). Il ridimensionamento della valutazione assume ancora più rilievo se confrontato con il picco raggiunto dalla società nel mercato privato. Nel 2022 Shein era arrivata a essere valutata 98,2 miliardi di dollari (circa 85 miliardi di euro), mentre negli anni successivi la valorizzazione era scesa prima a 64 miliardi (circa 55,4 miliardi di euro). Un eventuale collocamento sotto i 30 miliardi significherebbe quindi un valore inferiore a un terzo del massimo raggiunto appena quattro anni fa. A pesare sulle prospettive del gruppo sono stati il rallentamento della crescita e la pressione sulla redditività. Sul business continuano inoltre a pesare il nuovo quadro dei dazi, soprattutto negli Stati Uniti, le pressioni regolamentari sull’e-commerce e la concorrenza di piattaforme come Temu. (ripoduzione riservata)