«Aperti per ferie». La solidarietà non va in vacanza, stringe la cinghia e si attrezza per far fronte alle chiusure d'agosto quando, se è possibile, povertà e solitudine si amplificano. Primo, secondo, contorno e frutta. Più turni nella stessa giornata, pranzo di Ferragosto e, se avanza qualcosa, anche del cibo da portar via. Solidarietà e assistenza, dunque, quando a bussare alle porte della Caritas non sono più solo i soliti avventori ma ben altre categorie di ospiti. Accanto alle povertà con cui suore, sacerdoti e volontari fanno i conti tutti i giorni, ad agosto si aggiunge il disagio di migliaia di famiglie e tantissimi anziani a cui, per le ferie, vengono a mancare i servizi di assistenza.

I NUMERI «In questi giorni stiamo preparando mediamente ottocento pasti al giorno, il prossimo weekend sarà di fuoco e non solo per il caldo, speriamo di farcela, il cibo da offrire sarà tanto»: padre Francesco Sorrentino, coordinatore della mensa del Carmine, a due passi da piazza Mercato, ce la farà, abituato com’è a far fronte a ogni tipo di emergenza: «Non è tanto la fatica, è il caldo che ci ammazza. Noi in cucina e i nostri ospiti fuori, c’è da impazzire, la strada diventa un forno, ogni giorno - si rammarica il sacerdote - c’è qualcuno che sviene da soccorrere». Da qui l’idea: «Un’ottima idea ma serve un benefattore». In buona sostanza il sacerdote - nel tentativo di rinfrescare almeno un po’ i tanti poveri che a mezzogiorno si mettono in fila per ricevere il pasto in via Marina - vorrebbe dei nebulizzatori d’acqua rinfrescanti: «Sarebbe un dono semplice ma capace di rendere più dignitosa e accogliente l’attesa di tante persone che vivono in condizioni di seria difficoltà. Sarebbe un aiuto davvero prezioso e un gesto concreto di attenzione verso chi ha più bisogno». LA COLLETTA Rispondere all’appello di padre Francesco è molto facile, basterà una telefonata in parrocchia - o una mail all’indirizzo mariachiara.aulisio@ilmattino.it - per partecipare alla colletta per l’acquisto dei nebulizzatori. Basta così? «Posso chiedere qualche altra cosa?». Che cosa? «Un po’ di tutto, a cominciare dalla pasta: ogni giorno ne calo più o meno sessanta chili, e poi i secondi, i surgelati per esempio: bastoncini di pesce, filetti di merluzzo, sofficini, gordon bleu, ma anche carne fresca ovviamente, uova e latticini. Proseguo? L’olio extravergine d’oliva non mi basta mai, e i legumi, i pomodori pelati, le bottigliette d’acqua, i biscotti, lo so, ripeto sempre le stesse cose ma questo mi serve». La scorsa settimana padre Francesco ha anche offerto decine di spese a tante famiglie della zona che nonostante i sacrifici non riescono ad arrivare alla fine del mese: ogni giorno dal 1986 per tanti bisognosi la mensa del Carmine è una delle poche certezze. LA DISPENSA Accanto alle povertà con cui il sacerdote convive quotidianamente, si aggiunge il disagio di dover far fronte alla chiusura di alcune mense e di altre che riescono a garantire i pasti solo a giorni alterni: «Va detto che anche logisticamente siamo in una posizione strategica - spiega padre Francesco - a pochi passi dalla Stazione di piazza Garibaldi e più in generale da tutte quelle zone dove si concentrano i senza dimora, ecco perché ad agosto potremmo mettere il cartello sold out, ma non mi scoraggio, non fa parte del mio carattere. La dispensa un po’ alla volta si sta svuotando, è vero, ci penserà la provvidenza». Non si ferma, dunque, la macchina della solidarietà. I volontari delle associazioni napoletane - a cominciare da quelli della Caritas - continuano a lavorare senza sosta. Massimo impegno e grandi risultati: se non fosse per loro, ogni giorno, un esercito di senza dimora non saprebbe dove, e che cosa, mangiare. «Napoli è una città dal cuore grande», suor Marisa Pitrella - prima donna a dirigere la Caritas diocesana di Napoli, al vertice di un’organizzazione che opera solo per il bene comune - non perde occasione per ribadirlo, mentre ancora una volta ringrazia i “suoi” volontari, «straordinari e disponibili», senza i quali non sarebbe possibile essere operativi 24 ore su 24.