Alle 17 in punto in via Sparano si accendono le luci di Natale. Alla stessa ora, a pochi chilometri di distanza, decine e decine di persone senza fissa dimora sono già in fila per ricevere un pasto caldo fuori dalla mensa Missionarie della Carità sull’estramurale Capruzzi, una delle dieci mense gestite dalla Caritas diocesana. L’emergenza povertà è l’altro lato della medaglia di una città come Bari in forte crescita. Con l’abbassarsi delle temperature l’amministrazione comunale non vuole farsi trovare impreparata. «Stiamo predisponendo un piano per l’emergenza freddo, che prevede un aumento dei posti letto di circa il 10 per cento per ogni struttura e la distribuzione di coperte e kit con pasti e bevande calde», spiega Elisabetta Vaccarella, assessora alla Giustizia, benessere sociale e diritti civili.
Per quanto riguarda la povertà alimentare, secondo gli ultimi dati della Coldiretti, le famiglie pugliesi in povertà relativa rappresentano il 22 per cento, dato in aumento negli ultimi anni. Più in generale, stando ai dati Istat, quasi un milione di persone è a rischio povertà. Bari è una sorta di cartina di tornasole. «Riscontriamo un maggior numero di senza fissa dimora — continua l’assessora — molti dei quali nei dormitori non ci vogliono nemmeno andare». I centri di accoglienza notturna in città sono due, Andromeda in corso Alcide De Gasperi, e don Vito Diana in via Curzi dei Mille. In totale ci sono circa 60 posti letto.








