VENEZIA - Un Natale nel segno della solidarietà, per venire incontro a tutte quelle forme di povertà materiale, ma non solo presenti nel territorio e in aumento. Lo confermano i numeri: basti pensare che i Centri d'ascolto coordinati dalla Caritas veneziana, "braccio" operativo della diocesi, sono passati dalle 500 persone all'anno iniziali alle oltre 800 attuali, mentre i dormitori «sono sempre pieni», come confermato dal direttore della Caritas diocesana, Franco Sensini, spiegando che nella Casa San Giuseppe alle Muneghette, a Castello, gestita da volontari, sono 60 i pasti al giorno distribuiti a chi vive nel bisogno. «Se considerati gli utenti complessivi, gli stranieri sono in numero maggiore, ma se tenuto conto della frequenza, allora gli italiani (e in modo particolare quelli che vivono in città), li superano».
L'Emporio della Solidarietà, con sede a Sant'Alvise, e la parrocchia del Santissimo Salvatore e Santo Stefano lanciano "A tavola con tutti", iniziativa inedita pronta ad accogliere il 24 dicembre, dalle 12, un centinaio di ospiti che vivono una situazione di difficoltà: dalle persone senza fissa dimora, agli anziani soli, fino a chi avrà piacere di assaporare qualche ora di condivisione per la vigilia. Il tutto negli spazi dell'ex chiesa adiacente alla Domus Ciliota, a pochi passi da campo Santo Stefano. Proprio lì dov'è stato realizzato, dopo un importante intervento di restauro, il patronato "Carlo Acutis", pensato come luogo d'incontro per la città. «I nuovi bisogni che stanno emergendo ha detto Sensini ieri, alla presentazione sono molteplici, a conferma di come il disagio abitativo coinvolga non solo i senzatetto, ma anche gli anziani soli e che faticano a pagare affitto e bollette. Le povertà dei giorni nostri? Da quella legata alla solitudine o al gioco d'azzardo, a quella educativa dei giovani. I poveri ormai non hanno più una sola problematica, ma diverse insieme, tra reddito, alcolismo e motivi familiari».






