di
Lorenzo Nicolao
Il mondo del tattoo artist altoatesino raccontato dagli addetti ai lavori: «I giovani vogliono quello che vedono sui social e guardano meno alla qualità»
Corpo come tela e arte sempre in evoluzione. Quella del tatuaggio è una sperimentazione continua, che persegue nuovi stili e applica nuove tecniche. Anche in Alto Adige il pregiudizio verso questo mondo sta venendo meno. La panoramica del settore viene descritta da Alessandro Spada, 32 anni, che, da una decina, gestisce lo studio North Tattoo di Appiano insieme a Manuel Montesanti. Specializzato nel tatuaggio in stile realistico, riproduce soggetti con precisione fotografica. «Ogni tatuatore è specializzato in uno o al massimo in due stili — racconta —. Ci si deve aggiornare tanto e sono i social a fornire una panoramica, oltre a essere la migliore finestra per intercettare i clienti. Dovrei usarli di più, perché permettono di pubblicizzarti gratuitamente».
Le nuove modeNegli ultimi anni sono molto richiesti gli stili «fineline» e microrealistici. «In passato erano più difficili da realizzare, perché aghi e macchinette agivano in modo più aggressivo sulla pelle — spiega Spada —. Quelli di oggi invece permettono di lavorare sempre più di precisione e di eseguire linee sottili». Cambiano anche le figure: «Spesso i clienti ci chiedono di rappresentare i propri cani e gatti. I tribali, famosi negli anni Duemila, sono invece superati». Tra i clienti non solo giovanissimi. «Rispetto a quando ho iniziato ci sono molti più over 45-50 — spiega il tatuatore —. È sempre meno raro vedere un dipendente di banca o un’infermiera con un tattoo sulla mano».






