Gomma, plastica, persino le batterie e i liquidi di raffreddamento. Sono tutti potenziali «vittime» del caldo, anche se sembrano protetti dalle carrozzerie delle auto o delle moto. «Intendiamoci, questo è un caldo anomalo, non siamo abituati ad affrontarlo. Ed è un nemico per le nostre automobili», dice il presidente Federcarrozzieri, Davide Galli. E aggiunge: «Una situazione di questo tipo può determinare danni potenziali fino a 16.400 euro su una vettura di fascia media, tra i 25 e i 35 mila euro di prezzo».
Sole a picco e asfalto rovente possono «portare gli interni degli abitacoli a temperature vicine ai 70 gradi, ma le carrozzerie possono raggiungere anche gli 80 gradi. Sono situazioni estreme. I veicoli non sono costruiti per queste temperature, soprattutto quelli prodotti dalle Case europee o comunque destinati all’Europa», aggiunge. Le plastiche si deteriorano e molto di più lo fanno le guarnizioni, la vernice si opacizza, i liquidi di raffreddamento possono evaporare. Persino quelli delle batterie. «È accaduto, certo. Il problema è che le batterie moderne sono sigillate, è impossibile guardarci dentro. Ci sono stati casi di batterie “esplose”, cioé che si sono crepate e hanno lasciato fuoriuscire i liquidi». Qualche volta, prima «si sono gonfiate», ma sovente l’azzeramento della batteria avviene senza preavviso. Il caldo è un problema anche per gli pneumatici, «soprattutto se il veicolo resta fermo per tanto tempo al sole. Il punto d’appoggio può deteriorarsi, ma soprattutto è bene controllare la pressione con maggiore frequenza», spiega Galli. Anche la guida sull’asfalto rovente può comportare un maggior consumo degli pneumatici, ma in periodo di esodo vacanziero c’è ben poco da fare per intervenire su questo aspetto.










