di

Chiara Evangelista, Giampiero Rossi

Polemica alla commemorazione dell'eccidio di piazzale Loreto. Scavuzzo, Fiano e l'Anpi contro Vannacci. FdI agita le acque: «Oltre ai martiri di piazzale Loreto vanno ricordati i civili morti in viale Abruzzi»

«Le parole hanno un peso enorme. Non mi è piaciuto sentir parlare di rastrellamenti». La vicesindaca Anna Scavuzzo contesta severamente la frase usata dal leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci nel lanciare la candidatura del generale Carmelo Burgio per Palazzo Marino.L’occasione è la cerimonia di commemorazione dell’eccidio nazifascista del 10 agosto 1944 in piazzale Loreto: «Bisogna stare attenti a non abusare di queste parole — aggiunge la vicesindaca —. Soprattutto alla vigilia di un momento come questo in cui ribadiamo a tutti quanto sia importante attualizzare quello che è l’impegno democratico e costituzionale che fa sì che anche le parole siano uno strumento per costruire la democrazia ogni giorno». Ma la polemica politica sulla frase di Vannacci è stato il vero sottofondo dell’intera giornata: «Parlare di rastrellamenti è uno schifo — dice senza giri di parole il deputato del Pd, Emanuele Fiano —. Vannacci ha capito che in questo momento premere l’acceleratore sui temi più estremi può consentirgli di recuperare consensi nell’area dell’estrema destra». Ma il concetto di «rastrellamento», conclude Fiano, «richiama immediatamente il 10 agosto 1944: sono parole terribili, pronunciate da chi non appartiene alle radici democratiche e antifasciste della nostra Costituzione. Non l’hanno letta e non la capiscono». E anche il presidente dell’Anpi provinciale, Primo Minelli, è netto: «Pensavamo di non sentire più parole drammatiche come la remigrazione che vuole dire deportazione. Vannacci è un fascista».