Domenica scorsa alla commemorazione per l’eccidio di Piazzale Loreto, a Milano, il presidente dell’Anpi per attaccare la maggioranza di governo ha parlato di una «destra che pratica il bullismo e l’arroganza politica». Parole che ci hanno fatto riflettere, soprattutto alla luce di quanto era successo solo poche ore prima, quando la giunta di sinistra di Adro, nel bresciano, ha deciso di cancellare il nome di Gianfranco Miglio dalla facciata della scuola. Un episodio piuttosto triste, che fa il paio con quanto successo solo pochi mesi fa a Ceriano Laghetto, piccolo comune della Brianza dove, sempre un’illuminata amministrazione di sinistra, ha deciso di cancellare l’intitolazione dell’auditorium cittadino a Cesarino Monti, storico sindaco di Lazzate e senatore leghista amatissimo e stimatissimo in tutta la Brianza. Qualcuno, a sinistra, la chiama cancel culture. Noi preferiamo parlare di «bullismo e arroganza praticato dalla sinistra».
Certo, il grave torto di Miglio e Monti è stato quello di non essere dalla parte “giusta” (per la sinistra) della barricata politica. Ma, soprattutto per il primo, prendere a pretesto solo l’ultima parte della sua vita terrena - quella che lo ha visto schierarsi, essere eletto e poi lasciare la Lega di Umberto Bossi -, per farne un nemico da abbattere, è segno di un’ignoranza storica e politica che dovrebbe far arrossire le gote dei protagonisti. Gianfranco Miglio non è stato solo il “profesùr” ideologo e senatore del Carroccio.








