Forlì, 9 agosto 2026 – “Dobbiamo uscire dalla logica che possiamo riassumere con l’aggettivo ‘poverini’: sono delinquenti. Il buonismo di questi anni ha fallito: li abbiamo considerati vittime del Covid e di altre circostanze. Penso che tutte le generazioni abbiano vissuto anni difficili: un prefetto, una volta, mi disse che con queste premesse chi aveva vissuto la guerra e i bombardamenti avrebbe dovuto compiere chissà quali reati. Stiamo arrivando, invece, a conseguenze estreme”.
Il Comune di Forlì stesso, tuttavia, ha rivendicato le proprie azioni nella sfera educativa, dalla pandemia in poi, per esempio gli aiuti alle famiglie tramite i centri estivi: “Le istituzioni – conferma – devono avere un occhio per la crescita dei ragazzi”. A preoccuparlo, però, è “il senso di impunità che sta prendendo piede tra di loro. Abbiamo bisogno di dare regole certe”.
Il collega Roberto Cavallucci, sindaco di Meldola, parla di “un episodio di violenza gravissimo. Ho espresso apprezzamento per il lavoro delle forze dell’ordine e vicinanza alla famiglia di Nicola Musiani, oltre alla piena fiducia nell’operato della magistratura”.
La svolta nell’inchiesta sul brutale pestaggio di Pinarella costato la vita a Nicola Musiani ha scatenato anche reazioni politiche.










