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È ufficialmente latitante Gomes Clesio Tavares, destinatario di un mandato d’arresto e ritenuto il raccordo operativo tra Lavitola e il gruppo che avrebbe materialmente realizzato l'attentato a Sigfrido Ranucci. Per entrambi l'accusa è di concorso nella detenzione, nel porto in luogo pubblico e nell'utilizzo di un ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con l'aggravante del metodo mafioso. Nelle 198 pagine dell’ordinanza messa dal gip emerge, che Ranucci, Lavitola e Gomes si conoscevano almeno dal 2022.

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Caso Ranucci, il gip: "Lavitola voleva favorirne l'ascesa politica". Le chat | VIDEO

«Il 17 ottobre 2024, il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci presentava il suo libro "La scelta" a Foggia. La mattina di quello stesso giorno, alle ore 10,23, Lavitola provava a chiamarlo sull'applicazione whatsapp, ma Ranucci non rispondeva. Successivamente - si legge nell’ordinanza -, gli chiedeva se stesse bene (ore 10,24: Io sono tornato Non mi rispondi da un po' Stai bene tutto ok ??) e Ranucci gli rispondeva dopo alcune ore di trovarsi in difficoltà su tutto ma che sarebbe andato avanti (ore 15,41: In difficoltà su tutto. Ma vado avanti).