L’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è stato arrestato e condotto in carcere con l’accusa di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, avvenuto lo scorso 16 ottobre a Pomezia, nei pressi di Roma. La misura cautelare è stata disposta dal gip della Capitale nell’ambito dell’inchiesta della Procura, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, che ipotizza anche l’aggravante del metodo mafioso. L’esecuzione del provvedimento è stata affidata ai carabinieri del Nucleo Investigativo.

Contestualmente, il gip ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense ritenuto coinvolto nella pianificazione dell’attentato ai danni del giornalista. L’uomo risulta latitante e si troverebbe in Africa. Secondo l’accusa, Tavares avrebbe fatto da intermediario tra Lavitola e il gruppo, composto da quattro persone, che materialmente avrebbe realizzato l’azione dinamitarda.

Nel quadro ricostruttivo delineato dagli inquirenti, Lavitola è indiziato “di aver concepito il disegno delittuoso, dando mandato a Gomes di individuare i soggetti in grado di reperire l’esplosivo e di compiere l’attentato dimostrativo davanti alla villa del giornalista”.