di Fabio MarchioniFrancesco Guccini non c’è più da giovedì scorso ma, per gli amici di Pavana, lui è ancora lì, in mezzo a loro, come se "la vita non fosse venuta a prenderlo per mano". Se il suo corpo se n’è andato, l’affetto di questa minuscola comunità al confine tra Emilia e Toscana rimane infatti enorme, a testimonianza di un legame indissolubile.
A dimostrarlo, una volta di più, è stato il piccolo, grande evento di domenica sera: fin dalla prima serata, ben più di un centinaio di persone si sono ritrovate nella piazza del paese, davanti alla chiesa parrocchiale, per cantare insieme le sue memorabili canzoni. All’origine di tutto c’è un giro di telefonate per ‘convocare’ al volo tre chitarre, mentre il resto è venuto da solo, quasi per magia.
Come racconta Francesco Ugolini, uno degli abitanti che ha animato l’iniziativa: "Io ho saputo della cosa solo sabato, ma non ci ho pensato un secondo, dovevo esserci. Ho respirato le canzoni di Guccini fin dalla nascita e ricordarlo così, con le sue parole, mi è sembrato naturale. È bastato tirare un sasso nello stagno e far girare un po’ la voce per far arrivare tante persone, alcune mai viste prima. L’affetto e il coinvolgimento erano palpabili: è stata una serata commovente che è andata avanti fino a tardi, ben oltre mezzanotte. Abbiamo aperto, come in ogni suo concerto, con ‘Canzone per un’amica’ e chiuso con ‘La locomotiva’. In mezzo – aggiunge – siamo andati a richiesta e, a fine serata, avremo eseguito una quarantina di pezzi. A resistere così a lungo ci ha aiutato anche qualche bicchiere di vino, ma conoscendo il ‘festeggiato’ non avrebbe potuto essere altrimenti".










