Cinque casi al giorno, in media, sui tavoli della Procura da giugno ad agosto. Sono i “codici rossi“, i fascicoli in materia di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, revenge porn, ma anche reati legati alla violenza economica e psicologica. Hanno la priorità assoluta e vanno valutati in tempi rapidissimi: in molti casi la risposta del magistrato deve arrivare entro 48 ore dalla segnalazione dei fatti. Il pm ha anche l’obbligo di ascoltare la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, con un ovvio sovraccarico per la polizia giudiziaria.
Questa estate torrida si sta rivelando dunque rovente anche sul piano di reati come la violenza domestica e quella di genere. Alla Procura di Lucca sono ben 4 i pm che se ne occupano, sui 10 in organico: ogni settimana fioccano richieste di misure cautelari come il divieto di avvicinamento o l’obbligo di allontanamento. Una mole di atti urgenti impressionante. Il margine discrezionale per valutare la rilevanza delle singole denunce è quasi inesistente e l’applicazione “automatica“ della normativa sui “codici rossi“ finisce per mettere a dura prova il magistrato di turno, spesso oberato da quindici o venti fascicoli in meno di una settimana. Fatti non sempre realmente drammatici e che magari, dopo le verifiche urgenti, si rivelano semplici dissapori tra vicini di casa.










