I processi «per femminicidio e in generale i processi per i reati da Codice rosso sono diventati la vera emergenza degli ultimi anni: la maggior parte del lavoro delle procure di primo grado è assorbito dai reati da codice rosso». A dirlo, a margine della presentazione del bilancio sociale della Procura generale, è l’avvocato generale del capoluogo emiliano Ciro Cascone. Il magistrato spiega che chiaramente «è un fenomeno che si cerca di affrontare con tempestività ed efficacia dal punto di vista giudiziario, ma essendo un fenomeno che affonda le proprie radici in carenze di carattere culturale e sociale bisognerebbe intervenire molto anche sul piano della prevenzione e della formazione delle persone, a cominciare dai più giovani». Di certo aggiunge «la quantità di processi che arrivano in secondo grado è molto consistente, infatti negli ultimi anni i casi di femminicidio sono in continuo aumento».

Nel corso dell’incontro è stata denunciata anche una grave carenza di risorse negli uffici giudiziari a livello nazionale. Cascone ricorda: «Abbiamo una scopertura del 31,7% per quanto riguarda il personale amministrativo». All’iniziativa ha partecipato anche la dirigente Vilma Zini. Nel corso del 2025, secondo il bilancio sociale, la procura, tra l’altro, ha prodotto 94 richieste di estradizione dall’estero (di cui 56 mandati di arresto europeo) e 81 all’estero (di cui 47 mandati europei). Stati emessi 2.413 provvedimenti di esecuzione pene detentive, 1728 per cumuli di pena, 4.209 di esecuzione di provvedimenti magistratura sorveglianza.