Giancarlo Ferretti, in arte ’Ferròn’ storico ciclista e direttore sportivo del ciclismo internazionale, si è spento domenica scorsa, nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno. I funerali avranno luogo domattina a San Bernardino di Lugo, paese in cui aveva deciso di vivere. Ferretti, che per via della sua forte personalità era soprannominato il ‘Sergente di ferro’, era infatti nato a Lugo il 9 agosto 1941.
Il suo amore sconfinato per il ciclismo lo aveva dichiarato nel suo libro, ’Mi chiamavano Sergente di ferro’, dove parlava di un amore sconfinato. ’Mi manca moltissimo - scriveva - e, allontanarmi in questo modo, è stato un trauma che ancora mi fa male. Raccogliendo queste memorie, ho rivissuto alla moviola della mente, tutte le singole avventure’.
Quando si è diffusa la notizia della morte, è stato un continuo crescendo di messaggi di cordoglio e di affetto nei confronti dei famigliari, unitamente ad innumerevoli ricordi. Come quello apparso sul sito del portale ‘Cicloweb’, dove Paolo Armentini scrive: "Con lui scompare una delle figure più riconoscibili del ciclismo italiano del secondo Novecento, un uomo che ha attraversato oltre 60 anni di storia delle due ruote, prima in bicicletta e poi dall’ammiraglia".















