È di nuovo scontro tra il Comune e le associazioni ambientaliste, che sono riuscite a ’scongiurare’ l’abbattimento del platano di via Lombardi, in Bolognina, grazie a un gruppo di attiviste in presidio dall’alba di ieri mattina. Alla fine, gli operai della ditta incaricata – sul posto anche la polizia locale – si sono allontanati senza potare l’esemplare. Che però va abbattuto perché si trova "nella classe di pericolosità estrema. La valutazione tecnica evidenzia un’elevata probabilità di rottura del fusto", fa sapere con una nota Palazzo d’Accursio. L’impegno ambientalista – con Animal Liberation, Comitato Tutela Alberi, Comitato Besta, Lac Bologna, Lipu Bologna, Isde Italia-Sezione Bologna, Lav Bologna, Cruelty Free, ViviAmo Bologna e Abitare il Savena Paleotto – per questo alto e grande fusto, che fa ombra alla scuola elementare Casaralta e si affaccia pure sull’area verde della parrocchia dei Santi Angeli Custodi, è iniziato a metà luglio, arrivando fino in Consiglio comunale, il 20 luglio, per chiedere "trasparenza" sugli abbattimenti. Ma non c’è stato niente da fare e, dopo il presidio di ieri mattina, scende in campo il Comune: "Abbiamo ascoltato le osservazioni avanzate e per questo abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti", dai quali è emerso "un quadro molto serio", da "gravi alterazioni dei tessuti legnosi interni" e un’area necrotica sul fusto, a rischio rottura, "in espansione". Dati di fronte ai quali "il Comune ha il dovere di assumersi la responsabilità della decisione". Il platano quindi sarà abbattuto.
Platano di via Lombardi, la protesta degli attivisti
Il presidio ha bloccato i lavori. Ma Palazzo d’Accursio tira dritto: "Pericolosità estrema"







