PADOVA - Arrivano davanti alla Corte Costituzionale le proteste dei detenuti contro il sovraffollamento del carcere Due Palazzi. Infatti l’Ufficio di Sorveglianza di Padova, che fa capo al Tribunale di Venezia, ha sollevato questione di legittimità della normativa sull’ordinamento penitenziario, nel passaggio in cui non prevede che le sanzioni disciplinari «afflittive» siano sospese, dal momento in cui vengono impugnate e attendono di essere valutate dal giudice.

Il caso riguarda nello specifico un condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per omicidio, che così come gli altri ristretti aveva reagito alla volontà della direzione di aggiungere una seconda branda nella cella singola, facendo scendere in questo modo lo spazio pro capite sotto i 3 metri quadrati.

La vicenda è ambientata in un’ala della casa di reclusione che accoglie i detenuti ammessi al lavoro mentre espiano l’ergastolo o il fine pena lungo, collocati da soli «in stanze di 7 metri quadrati al lordo degli arredi». Nell’autunno scorso sei reclusi si erano ribellati con particolare foga all’annuncio dei vertici. Dagli atti risulta che il 57enne agrigentino «minacciava di autolesionarsi e di chiedere il suo trasferimento immediato in Sicilia», nel caso in cui fosse stato montato il secondo letto. Un altro «suggeriva di mettere la terza branda in stanze occupate da detenuti non meritevoli e che non avevano nulla da perdere sotto il profilo del percorso trattamentale». Un altro ancora «si toglieva la giacca da lavoratore dicendo che potevano dare il suo posto ad un altro detenuto e mettere lui in isolamento». C’era chi «rivendicava con veemenza il diritto alla stanza singola pur essendo “oziante”», chi «si scagliava verso l’ispettrice addetta alla sorveglianza generale venendo trattenuto dai colleghi e da un altro detenuto», chi «minacciava di devastare (e distruggere) gli ambienti, rendendo lo spazio non utilizzabile e non occupabile da altre persone». Alla fine la decisione era stata revocata, tanto che il successivo arrivo di venti detenuti da un altro istituto era stato risolto con la loro collocazione in altre sezioni, dove le celle erano leggermente più spaziose.