Unicredit perde in appello con il Fisco nella causa sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia, che riguarda il rimborso delle imposte versate nel 2014 per un valore di 399,6 milioni di euro.
La Corte tributaria ha già respinto l’appello della banca, ma al momento della redazione della semestrale non erano ancora state depositate le motivazioni.
La vicenda parte dalla riforma del 2014, quando il capitale di Bankitalia fu aumentato da 156 mila euro a 7,5 miliardi attraverso l’utilizzo delle riserve statutarie, determinando così una forte rivalutazione delle partecipazioni di banche e assicurazioni.
Da qui l’intervento del Fisco: la legge di Stabilità 2014 aveva inizialmente previsto un’imposta sostitutiva del 12%, da versare in tre rate, ma pochi mesi dopo il regime venne modificato, portando l’aliquota al 26% e stabilendo il pagamento in un’unica soluzione.
A quel punto Unicredit decise di contestare il prelievo, chiedendo all’Agenzia delle Entrate la restituzione dell’imposta sostitutiva di Ires e Irap e delle relative addizionali versate sulla rivalutazione, per 399,6 milioni.









