Riceviamo e pubblichiamo una riflessione della docente Rosa Sigillò, presidente MIDA, componente della Commissione Ministeriale per il Sistema integrato 0-6, sui dati relativi agli esiti della maturità e sul divario educativo tra Nord e Sud:I dati della maturità 2025/2026 meritano una riflessione. Le lodi sono 3.018 in Campania, 2.104 in Puglia, 1.928 in Sicilia e 1.042 in Calabria. Sono numeri assoluti, dunque condizionati anche dalla popolazione scolastica delle diverse regioni, ma pongono comunque una domanda quando vengono letti accanto alle difficoltà negli apprendimenti che continuano a caratterizzare una parte del Mezzogiorno. Da docente del Sud credo sia arrivato il momento di affrontare il tema senza pregiudizi e, soprattutto, senza accusare i colleghi. Siamo sicuri che voti molto alti e una valutazione talvolta troppo indulgente aiutino davvero i nostri ragazzi? La valutazione non deve mortificare, ma neppure limitarsi a rassicurare. Il “buonismo” rischia di presentare il conto più avanti, quando gli studenti si confrontano con l’università, con i concorsi o con il mondo del lavoro. Abbassare l’asticella non significa includere: significa, talvolta, rinviare il momento in cui una difficoltà dovrà essere affrontata. Il ministro Giuseppe Valditara ha investito molto proprio sul contrasto ai divari territoriali. Agenda Sud è nata per intervenire nelle aree con maggiori fragilità ed è stata ulteriormente rafforzata con centinaia di milioni di euro destinati alle scuole del Mezzogiorno. Anche la valorizzazione dell’istruzione tecnico-professionale e la filiera tecnologico- professionale 4+2 stanno producendo segnali interessanti: per le iscrizioni 2026/2027 gli studenti che hanno scelto il 4+2 sono raddoppiati e proprio nel Mezzogiorno il Ministero registra una crescita particolarmente significativa. Ora serve anche un cambio culturale. Il Sud non ha bisogno di voti più alti per colmare il divario con il Nord: ha bisogno di ragazzi realmente più preparati, capaci di comprendere un testo, ragionare, sviluppare autonomia e affrontare le difficoltà. Anche qui siamo sulla buona strada: grazie alle politiche governative i divari con il Nord si stanno riducendo. Le eccellenze del Mezzogiorno esistono e devono essere premiate. Ma una lode deve rappresentare un’eccellenza autentica, non diventare uno strumento compensativo. La vera equità non consiste nel regalare un risultato a chi parte svantaggiato, ma nel dargli strumenti e consapevolezza di poterlo raggiungere davvero. È questa la sfida che, da docente del Sud, vorrei che avessimo il coraggio di affrontare.