Calabria e Sicilia hanno i voti della maturità più alti d'Italia, è quel che rivena un'indagine di Skuola.net sulla maturità. Secondo il sito dedicato alla Scuola, alla maturità i 100 doppiano i 60: più probabile, dunque, diplomarsi con il massimo che con il minimo.
Intanto il cuore dell'indagine del sito. Per poter partecipare all'esame, da qualche anno a questa parte, bisogna aver raggiunto la sufficienza in tutte le materie, condotta inclusa: il vero scoglio da affrontare è dunque l'ammissione: non a caso, nel 2025, ben il 3,5% degli studenti di quinto superiore non è stato ammesso alla Maturità. Le regioni con le maglie più strette in questa fase preliminare sono state la Sardegna (7,1%), la Liguria (5,0%) e il Trentino-Alto Adige (4,6%). Al contrario, gli scrutini si sono rivelati decisamente più clementi in Molise (2,6%), Campania, Valle d'Aosta e Veneto (2,9%). I dati, anche in questo senso, sono emblematici: la media nazionale di chi è stato bocciato durante l'esame dell'anno scorso, al termine delle prove, si è attestata a un microscopico 0,3%. In sintesi: le vittime dell'ammissione sono infinitamente di più di quelle delle commissioni. Peraltro, il grosso della selezione è già stata operato strada facendo: la dispersione scolastica attualmente investe l'8,2% di giovani tra i 18 e i 24 anni, che hanno lasciato la scuola prima di conseguire il diploma di Maturità. Tornando all'esame, i dati distruggono un altro falso mito rispetto alla difficoltà delle prove, rivelando che i voti alti sono numericamente superiori a quelli minimi. Nell'ultima tornata, coloro che si sono salvati in extremis diplomandosi con 60/100 sono stati appena il 4,9% a livello nazionale. Guardando, invece, alla vetta della classifica, le eccellenze abbondano: il 7,1% degli studenti ha ottenuto un rotondo 100 (senza lode). A questi si aggiunge un ulteriore 2,8% (pari a quasi 14 mila candidati) che ha conquistato il 100 e lode. Sommando queste due fasce, si scopre dunque che sfiora il 10% la quota di diplomati col massimo dei voti, una cifra esattamente doppia rispetto a chi si accontenta del 60. L'Esame di Stato premia la maggioranza dei ragazzi con votazioni medio-alte. Esaminando le performance sul territorio nazionale, emerge poi una spaccatura ormai consolidata: il Mezzogiorno si conferma la vera "fucina" dei cervelloni d'Italia.












