Per poter partecipare all'esame, da qualche anno a questa parte, bisogna aver raggiunto la sufficienza in tutte le materie, condotta inclusa: il vero scoglio da affrontare è dunque l'ammissione: non a caso, nel 2025, ben il 3,5% degli studenti di quinto superiore non è stato ammesso alla Maturità. Le regioni con le maglie più strette in questa fase preliminare sono state la Sardegna (con ben il 7,1% di non ammessi), la Liguria (5,0%) e il Trentino-Alto Adige (4,6%). Al contrario, gli scrutini si sono rivelati decisamente più clementi in Molise (2,6% di respinti), Campania, Valle d'Aosta e Veneto (tutte al 2,9%). I dati, anche in questo senso, sono emblematici: la media nazionale di chi è stato bocciato durante l'esame dell'anno scorso, al termine delle prove, si è attestata a un microscopico 0,3%. Confermando quanto avviene da anni, con il dato che oscilla di poco rispetto a questa quota. In sintesi: le vittime dell'ammissione sono infinitamente di più di quelle delle commissioni. Peraltro, il grosso della selezione è già stata operato strada facendo: la dispersione scolastica attualmente investe l'8,2% di giovani tra i 18 e i 24 anni, che hanno lasciato la scuola prima di conseguire il diploma di Maturità.
Maturità, indagine Skuolanet: 100 doppiano 60. La sfida è l'ammissione
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