«Vorrei chiedere scusa alla mia professoressa di storia, con cui discutevo sempre, perché durante tutto l’anno continuava a ripeterci che il problema era nella struttura, come diceva Marx, e quindi nel capitalismo. Io e i miei compagni non le davamo realmente retta. Come si fa a distruggere il capitalismo? Ci sembrava una cosa così lontana, così concettuale, quasi una cosa da interrogazione».

Inizia così lo sfogo, affidato ai social, di una delle ragazze che abitava nello Spin Time di Roma, almeno fino al principio di incendio del 29 luglio che ha portato allo sgombero della struttura in via Santa Croce in Gerusalemme.

«Non riuscivamo a vedere il capitalismo nella nostra vita. Vorrei chiederle scusa perché non le ho creduto e perché adesso, per la prima volta, l’ho visto con i miei occhi», continua la ragazza prima di presentarsi. «Sono Sara, ho 18 anni e volevo solo studiare architettura, fare l’università come i miei coetanei e vivere quelli che tutti chiamano gli anni più belli della vita. Volevo prendere il diploma di fotografia, uscire la sera con i miei amici a San Lorenzo, partire ad agosto anche solo per qualche giorno. Volevo semplicemente continuare la mia vita. Poi una sera sono uscita di casa con i miei amici e quando sono tornata non sapevo più se avrei potuto rivedere le mie cose».