Invasione di turisti e rischio ambientale nel Parco Fluviale dell'Elsa: scatta il divieto di balneazione e rafting fino al 30 ottobre per proteggere il celebre SentierElsa dal sovraffollamento e dal degrado
@Comune di Colle di Val d’Elsa/Facebook
Un’oasi caraibica nel cuore della Toscana trasformata in un parco acquatico a cielo aperto, vittima del suo stesso successo mediatico. È la parabola del Parco Fluviale dell’Elsa, un’Area naturale protetta di interesse locale nata nel 1997 attorno alle celebri acque turchesi del corso d’acqua che attraversa Colle Val d’Elsa. Nel corso degli ultimi anni, le immagini virali pubblicate dai content creator hanno generato una vera e propria invasione antropica, attirando una massa quotidiana di oltre 1.500 visitatori.
Tra l’accensione di barbecue improvvisati, l’accumulo di rifiuti abbandonati lungo le sponde e discese di rafting non autorizzato, la fragilità dell’ecosistema è giunta al punto di rottura. A fronte di questa emergenza, la giunta guidata dal sindaco Piero Pii e sostenuta dall’assessore Daniele Tozzi ha deciso di intervenire con fermezza, predisponendo un’ordinanza drastica: il blocco totale delle attività in acqua lungo il celebre SentierElsa, nel tratto tra il ponte di San Marziale e il Ponte di Spugna, con efficacia prolungata fino al 30 ottobre 2026.










